Il monopolio dell'uomo by Anna Kuliscioff, Rossana Silvia Pecorara, Fabiana Rosa

By Anna Kuliscioff, Rossana Silvia Pecorara, Fabiana Rosa

A 123 anni dalla loro prima pubblicazione, le parole accorate di Anna Kuliscioff restano drammaticamente attuali. Si parla delle innumerevoli, ingiustificate disparità uomo-donna (compresa los angeles disparità di salario a parità di mansione) e di tutte le loro conseguenze nefaste non solo sulla vita delle donne ma anche sul funzionamento della società tutta.
Una chiave di lettura così moderna, quella di Anna Kuliscioff, che permette anche d’inquadrare le nuove misoginie dei giorni nostri: il bodyshaming, il pornrevenge, i nuovi movimenti anti-abortisti, il femminicidio.
I diritti acquisiti dalle donne, frutto di dure battaglie, stanno in line with essere messi di nuovo in discussione all’alba del XXI secolo? In questo libro, tutti noi (uomini o donne) possiamo trovare di che riflettere sul passato della condizione femminile, sul presente e sul futuro che ci aspetta.

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Ma non so perché una bella e gentile signorina debba perdere in bellezza, se nei suoi occhi brilla anche una delle più grandi bellezze, qual’è il pensiero? Ma la donna studiosa è così pedante, piena di pretese e di presunzione, diventa insomma bas bleu – dicono gli uomini. 14 Revue d’Anthropologie: 15 juillet 1882. pag. 409. Ammetto che qualche volta, sopratutto fra le prime donne che studiano, s’incontrano delle pedanti, appunto perché lo studio non è ancora diffuso fra le donne. Là dove la donna borghese è già da gran tempo pari intellettualmente all’uomo borghese, l’istruzione superiore non la fa inorgoglire più del saper leggere e scrivere.

Tutto muta col tempo; il repubblicano ed il monarchico del giorno d’oggi non sono più quelli del quarantotto; le argomentazioni in favore della donna hanno cambiato anch’esse natura. La polemica su questo terreno ha fatto il suo tempo. Se anche si citasse un numero infinito di 52 donne che si distinsero e sui troni e nelle scienze e nella letteratura, non si caverebbe un ragno dal buco. La Sommerwill, la George Sand, la George Elliot, le Elisabette regine, sono eccezioni, mi diranno: ed anch’io amo meglio parlare della gran massa inosservata delle donne, anziché di quelle a cui nessuno nega di aver mostrato un vero ingegno superiore.

Anzi, c’è da far le meraviglie di quello che esse, in così breve tempo, hanno fatto. E poi il cervello, come ogni altro organo, è atto allo sviluppo. Concedo che oggidì il cervello medio della donna possa essere inferiore a quello dell’uomo, poiché è l’organo che fin’ora in essa ha meno funzionato. Abbiamo anche visto che le donne, pur avendo una muscolatura più sottile e debole di quella dell’uomo, si sono presentate in isquadre di pompiere all’esposizione di Parigi, e non cedevano agli uomini né in forza, né in destrezza.

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