Il mito della droga. La persecuzione rituale delle droghe, by Szasz, Thomas S.

By Szasz, Thomas S.

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Il primo, un individuo di secondaria importanza, era un oggetto o una cosa: uomo o donna che fosse, era un'effigie o un simbolo - il capro es~iatorio- in un rito di ~urificazione. I1 secondo (auando si tratt i d i un individuo e non di ;na droga), pur essendo Gche in questo caso una persona di secondaria importanza, è sia oggetto che soggetto, sia cosa che agente: uomo o donna che sia, è un'effigie o un simbolo - il capro espiatorio - in un rito di purificazione, ma è anche un partecipante - il drogato o lo spacciatore - di un contro-rito in cui viene celebrata una sostanza ritenuta tabu dall'etica dominante della società.

La maggior parte degli studiosi pit? autorevoli sostengono che la condanna dell'uso della marijuana in Oriente abbia origine con i missionari cristiani. Cosi, J. Campbell Oman osserva che spesso i missionari cristiani descrivono i santoni indu come persone che vi- ' Matteo, 26: 26-29. Giovanni, 2: 1-11. Citato in EDWARD M. , Licit and Illicit Drugs, p. 398. SOLOMON H. SNYDER,Uses of Marijuana, p. 20. " l1 I bramini dell'India sono consumatori abituali di marijuana (bhang), e rappresentano il loro dio Shiva come un bevitore di bhang.

INFo Pharmakos: il capro espiatorio di agenti farmacologici - sono determinati in parte dalla loro composizione chimica e in parte dalle aspettative di coloro che le consumano. Sono proprio queste aspettative - specialmente in relazione alla sostanza verso cui sono dirette, a seconda cioè che si tratti di alcool, di marijuana, di oppio o di cocaina - che variano da cultura a cultura e da momento a momento. E sono proprio queste aspettative che, costituendo una parte integrante di una cultura - proprio come il suo linguaggio o la sua religione - non possono venire facilmente cambiate, specie da parte di ciò che coloro che le nutrono considerano interessi estranei o addirittura ostili.

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